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Il nostro ristorante e ubicato a:
P.za Pietro de Santis, 6-7 Nemi (Rm)
Come Arrivare:
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Da sapere su Nemi
Il paese, situato su di uno sperone roccioso, orlo dell'antico cratere vulcanico, a strapiombo sull'omonimo lago, e' uno dei centri più attivi della zona dei Castelli Romani. Ancor oggi è circondato da boschi, dai quali prende il nome, infatti, bosco, in latino, è "nemus". uno dei momenti più interessanti della storia di Nemi è da far risalire all'età imperiale, quando Caligola, o forse Claudio, fece costruire proprio qui, nel lago, due gigantesche navi per la celebrazione di riti sacri, ricche di sovrastrutture murarie e impreziosite da bronzi, marmi e materiali pregiati. Il centro del borgo, di aspetto tipicamente medioevale, è caratterizzato da un dedalo di viuzze costellate da torri e sorge e si sviluppa tutt' intorno al castello, Palazzo Ruspoli, del IX secolo.
 
Da visitare a Nemi
Palazzo Ruspoli, costruzione medioevale edificata dai Conti di Tuscolo nel periodo di loro espansione verso questo versante dei Colli Albani, ricostruita in fattezze rinascimentali, con torre cilindrica, attorno alla quale fu ricostruito in forma di palazzo baronale, conserva all'interno antichi frammenti marmorei e, nella torre, decorazioni a tempera del XVIII - XIX di L. Coccetti. È uno tra i più belli del territorio, circondato da uno splendido giardino pensile e arricchito all'interno da magnifici affreschi che ne decorano le sale. Del Tempio di Diana Nemorense rimangono resti di costruzione romana rettangolare di cui si vedono la base, parti del portico del peristilio e un'ara circolare. Vicino al tempio sono stati rinvenuti anche i resti di un teatro. Il Museo delle Navi si trova lungo le sponde del Lago di Nemi, il quale occupa il fondo di un cratere secondario del vulcano laziale. La storia d queste navi e' costellata di misteri, leggende, ritrovamenti e distruzioni. Della loro esistenza non parla nessun autore classico, ma già nell'Alto Medioevo a Nemi si sapeva della presenza di una qualche struttura nelle acque del lago. Solo con l'opera di recupero si scoprì che erano due navi antichissime risalenti all'età imperiale e fatte costruire da Caligola, nipote ed erede dell'Imperatore Tiberio. Caligola, passato alla storia per aver scelto come consigliere il suo cavallo, volle queste navi per celebrare i riti e le feste in onore di Diana, il cui tempio era proprio lì nei pressi del lago. Le due navi contenevano sovrastrutture murarie in grado di contenere, terme, templi, impreziositi da marmi e bronzi. Dopo l'uccisione di Caligola le due navi furono affondate, una sorta di "damnatio memoriae". I tentativi per recuperarle furono quattro. Il primo si deve al Cardinal Colonna, nel 1446, il quale si avvalse dell'aiuto di Leon Battista Alberti, famoso architetto nonché valido ingegnere. Tentativo che fallì con la conseguenza che la nave, quella più vicina alla riva del lago, oltre a non essere recuperata, fu notevolmente danneggiata. Il secondo tentativo, non più fortunato del primo, fu del 1535 da parte di Francesco De Marchi. Del terzo tentativo, intorno alla metà dell'800, non ne rimane traccia. Finalmente, nel 1927, con l'intervento di Stato Italiano e Marina Militare, le navi furono riportate alla luce. Le due navi furono recuperate abbassando il livello del lago, facendo defluire le acque attraverso una galleria di 1653 m, scavata nella lava alcuni millenni prima, dai romani, simile a quella costruita ad Albano per liberare la zona dagli abbondanti allagamenti del lago, e convogliate, nell'antico emissario, raggiunsero il mare. Le navi furono alloggiate nel Museo, costruito appositamente per contenerle, ma purtroppo, nel 1944, un terribile incendio, forse opera delle truppe tedesche, ormai in ritirata, distrusse questo rarissimo cimelio. Oggi nel museo, riaperto solo nel 1988, dopo un completo restauro, si possono vedere solo i modellini in scala 1:5 delle navi ed alcuni reperti recuperati dalle navi stesse, un tratto della strada romana che conduceva al Tempio di Diana, nonché mostre temporanee.

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